La Vigna
Mariacristina Faraglia
Eppure pensavi di avergli parlato chiaramente. Ti eri preoccupato un poco quando avevi visto le sue gambe barcollare leggermente al rientro a casa e i suoi occhi lividi, segnati di stanchezza, fissarti come persi in un pensiero oscuro, lontano. Ma del resto Dimitrie aveva sempre lavorato bene finora. Aveva il vizio di bere un bicchiere di troppo la sera, ma la mattina dopo si era sempre alzato con tempestiva energia. Vittorio ti aveva detto di stare attento con questi stranieri, che non sai mai cosa gli passa per la testa e da un momento all’altro ti possono rubare tutto e lasciarti in mutande, con il lavoro di una vita frantumato in mille pezzi. Ma tu sei uno che si fida delle impressioni, ti basta uno sguardo per capire le profondità di un’anima. Laggiù al fronte ne hai viste tante di facce, apparentemente tutte uguali, tutte marcate dallo stesso insistente dolore. Eppure hai sempre saputo riconoscere chi l’anima ce l’aveva già marcia e chi invece preservava un piccolo angolo di purezza, che si rivelava improvviso in uno sguardo di complicità o in una smorfia tenera di compassione.














