Il Gallo di Paese
Gabriele D'Acuti
Il racconto che segue è una leggenda, vera o presunta, che narra di 2 paesi rivali e in lotta per la rettifica dei confini territoriali di competenza. Siamo nella Valle Ustica, dove le acque del torrente Licenza si incontrano con quelle del fiume Aniene, fonte di acqua per antiche popolazioni come gli Equi, i Sabini e gli antichi Romani, che venivano qui per trovare refrigerio e fuggire dalla vita caotica dell’Urbe. Ma che c’entra un povero gallo, divenuto in una notte il simbolo e l’orgoglio di un paese intero e che il suo nome rimarrà nella storia per sempre? Si racconta che tanti anni fa, nella notte dei tempi, bisognava stabilire i confini di competenza tra il territorio di Licenza e Civitella.
La leggenda, tramandata di generazione in generazione costituisce un vanto e una forma di rivalsa ancora tutt’oggi da parte degli abitanti di Civitella sui concittadini del capoluogo di Licenza. Gli abitanti dei 2 ridenti paesini, che vivevano di frutti della terra e del lavoro dell’uomo decisero di comune accordo un patto per definire in via tacita e pacifica i rispettivi limiti di competenza. I concittadini, rivali sin dall’antichità per il dominio sulla vallata (oggi appartenenti allo stesso comune), decisero di procurarsi un gallo ciascuno a simbolo del proprio villaggio. Gli accordi per la definizione dei confini comunali non erano di gradimento né ai Licentini, né ai Civitellesi per problemi logistici e di controllo del territorio. Decisero allora di rendere protagonisti i loro galli. I simpatici pennuti, da una parte quello di Licenza e dall’Altra parte il pennuto di Civitella divennero in men che non si dica protagonisti di una decisione storicopolitico- geografica tutt’oggi vigente.














