Anguillara Sabazia
Valentina Belli
Ho sentito i bambini giocare a piazza Magnante e il cuore s’è fatto soffice. In una giornata di tramontana, il suono delle loro voci serene e il battito del pallone sui sanpietrini, hanno preso vita fra il lillà delle Bouganville e il profumo della pietra fredda; un quadro d’ altri tempi che non pensavo di vedere. Mi ricordavo un Anguillara vuota, silenziosa di nuove generazioni fuggite in cerca di fortuna, di case estive aperte agli stranieri; non l’ho mai vissuta, troppo occupata a pensare a quello che non mi poteva dare da non vedere quello che mi stava offrendo. Sulle rive di una magia incontaminata, fra le dolci colline che guardano il mare, dall’alto del lago di Martignano ho capito che di Anguillara c’era solo quella e io dovevo andarne fiera. I miei occhi si sono svegliati ed ecco che il timore del nulla si è trasformato nella curiosità del nascosto. Così le mie passeggiata notturne sono diventate strade dorate del “Mago di Oz” ed ho scoperto, ho visto quello che non c’era più. Ho ascoltato, seduta e stupita di racconti, leggende, storie di lavatoi, ed allora i vicoli si sono riempiti di panni stesi e odore di ‘fregnacci’.














