Lo scemo del villaggio
Laura Grifi
Il sole, sorgendo, solleva il buio dalla schiena della collina, su cui si adagia Tivoli. Tivoli con lo sguardo austero, eternamente verde, immerso nella campagna romana; siamo nella Provincia a Est di Roma.
Come ogni mattina di Marzo, si muovevano le nuvole in un cielo azzurro e incerto, ma il trentuno di quel mese non fu una comune giornata per il Comune di Tivoli. Panifici, edicole, forze dell’ordine, scuole e parrocchie alzarono le serrande, espo- nendo la merce in vendita.
Si svegliò anche il Sindaco, nuovamente eletto, per prepararsi per la cerimonia di insediamento e aveva già lo sguardo di chi ha appena concluso un ottimo affare. Ri- passò il discorso, indossò il vestito inamidato e la moglie gli annodò la cravatta; <<Ce se strozzasse con la fascia tricolore!>> contestava l’opposizione. Il primo cittadino si precipitò giù per le scale, ma arrivato in strada procedeva sulle punte come una bal- lerina della Scala. I Suoi elettori gli sorridevano, così pensava, finché non giunse sotto il famoso arco di Pomodoro a Piazza Garibaldi.
Le strisce blu erano state dipinte di rosa, un cartello dichiarava “Parcheggio gratis per tutti oggi!”.















