Tempietto di San Giacomo Maggiore a Vicovaro
Fronteggia la chiesa di San Pietro con piglio rassicurante, dietro una solida geometria, unita ad una certa vaghezza, il tempietto di San Giacomo Maggiore a Vicovaro. Quasi a competere, con leggiadra solennità, alla barocca convessità della parrocchiale. Risponde in asse, come fosse il tempio della “città ideale”, a memento della "Ursina progenies" e del loro patronimico. E in quella partitura ottagona pone la sua simbolica riscossa di tempio/edificio sacro d’eccellenza, di quello che fu uno dei centri più rilevanti della Contea di Tagliacozzo.
“La facciata principale è arricchita di figure di marmo rappresentanti apostoli, martiri, ecc. fra i quali particolarmente si riconoscono s. Pietro protettore speciale di Vicovaro s. Andrea, s. Gio. Battista, s. Giacomo titolare della chiesa, s. Margherita, s. Caterina , s. Agata ec. Sulla porta , dove è l'iscrizione, è espressa in bassorilievo la Vergine, alla quale s. Pietro e s. Giacomo presentano i due Orsini, cioè Francesco e Giovanni che ordinarono questo lavoro: gli angeli ivi effigiati hanno una espressione divotissima, e molta grazia; nel resto in queste sculture si osserva diligenza di scalpello ma secchezza di stile, carattere delle sculture di quel tempo. L’ architettura risente del gotico, specialmente in quelle colonnette sfilate che corrispondono agli angoli; l'essere però questo edificio di forme svelte, isolato, e tutto di marmo, lo rende assai vago.”
(Memorie romane di antichità e di belle arti,4, 1827)
Si pavoneggia dietro quel bel portale a segnarne i passi e i tempi: da un gotico-rinascimentale a un rinascimentale puro. La costruzione difatti risale alla metà del sec. XV e fu concepita per ospitare il corpo del cardinale Giacomo Orsini, signore di Vicovaro. A questa prima fase risale la parte inferiore del portale, realizzata da Domenico da Capodistria (per altri si tratta invece di Mastro Simone, allievo del Brunelleschi ) in stile tardo-gotico, con una elegante partitura di dodici nicchie su due ordini sovrapposti di statue di santi e martiri. La parte superiore, viceversa, fu realizzata da Giovanni da Traù, il Dalmata, con una soluzione tipicamente rinascimentale con la Madonna in lunetta adorata dagli Orsini e incoronata da un superbo archivolto di angeli svolazzanti.
“E tutto ben selciato, e all'occidente al principio della quadrilunga piazza , bella piuttosto, v'è l'ottagono graziosissimo tempietto di S. Giacomo pieno d'intagli e scoltine, di tabernacoletti , e di piccole statue , e intonacato di marmi, fabbricatovi con architettura gotico-romana d'ordine di Francesco Orsini da Simone allievo di Brunellesebi verso la metà del secolo XVI. Vi è un bel quadro di Maria SS.ma , e dalla volta pende una bandiera , che fu tolta ai Saraceni. Vi sono i corpi di S. Severa, e S. Clemente, ed è ricca d'indulgenze, concessevi quando furono in Vicovaro Pio II, e Clemente XI”
(A. Palmieri, Topografia statistica dello stato pontificio ossia breve descrizione delle città e paesi.., 1857, 111)















