ll Ponte della Mola di San Gregorio
Fa da segnacolo un mulino, al Ponte della Mola (o degli Arci), che di tale manufatto si fregia anche per dar nome alla valle.
“ (..)e nella Valle di contro ammiransi grossi Archi della Claudia e dell' Aniene dopo gran tempo eretti, come dirassi. Per III. proseguiva a séconda dei varj seni del fiume il sotterraneo suo giro ínsino alla Vigna del Seminario di Tivoli esistente tra il fosso, che fi dice degli Arci e l’Aniene; ed a cagione del basso formato dalla Valle di esso sotto si vede un pezzo delle di lei sostruzioni, che si accostano al primo Arco oltre il Ponte”
(Corso Dell'Acque Antiche Portate Da Lontane Contrade Fuori E Dentro Roma ..,1, 1756, 104)
Su di un tracciato antico (una via Antira o non meglio identificata), lungo un impervio viottolo, non lontano dalla strada per San Gregorio da Sassola, un ricco sottobosco di querce, si compiace di rappresentare la Storia. Lasciandosi varcare da un galoppo d’archi, un doppio sussulto di fornici, per un ponte che di fatto non è un ponte (24 m. di altezza c.) ma semmai il sostegno di un antico acquedotto dell’Anio Vetus.
Raccapricciati quei basoli tra lecci e i bianchi fiori di prugnolo, sembrano inerti di fronte allo spettacolo sublime del trasporto dell’acqua dell’Aniene verso Roma, segno di una civiltà dei servizi.
“Le qualità sovraindicate delle acque dell' Aniene far rono ben presto note ai Romani, i quali appena ebbero concepito la idea di condurre acque avventizie a Roma per bere e per gli altri usi della vita, soli 40 anni dopo aver portato l' Appia, che fu la prima di tutte le acque condotte a Roma, decisero di portare un ramo dell' Aniene l' anno 481 di Roma, essendo consoli Spurio Carvilio e Lucio Papirio per la seconda volta. La opera fu cominciata da Manio Curio Dentato, censore, colle spoglie riportate nella guerra contra il re Pirro. Dopo due anni si trattò in senato di compiere questo lavoro, ed una grande pluralità segui il voto del pretore: furono pertanto con un senato consulto nominati a duumviri per condur l'acqua Curio stesso, e Fulvio Flacco, ma Curio dopo 5 giorni morì, onde la gloria dell' aver condotta l' acqua fa tutta di Fulvio.
(Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma, Volume 1, 1857, 163)
E in principio era costituito da ventidue arcate a doppio ordine, tutte splendidamente realizzate in un tessuto di opera laterizia che risale alla fase ricostruttiva adrianea (117-38d.C.), a realizzare il ponte più lungo di quel territorio (155 m c). E la sua portata pare fosse piuttosto cospicua (2000 litri al secondo) quando per suo mezzo, si abbreviò il tracciato dell’Anio Vetus , tagliando una tortuosa ansa che correva in un tracciato sotterraneo.
(..)Lo speco d'altronde dell' Aniene , tagliato nella ripa sinistra del fiume, l'ho veduto io stesso non lungi dal sepolcro sovraindicato prima di giungere al ponte degli Arci ( ibidem).















