L'abbazia di Santa Scolastica
Si poggia a dominio di una gola di monti calcarei soggiogati dai schiumeggi dell’Aniene, il monastero di Santa Scolastica, a sancire, con tutto il peso del suo fardello murario, l’orgoglio del ramo femminile dell’ordine benedettino. In vetta ad un percorso, la cui impervia e sublime bellezza, si fa parafrasi dell’itinerario spirituale. Ed anticipa con la sua tappa, l’iter di ascesa verso il cenobio del padre del monachesimo occidentale, con la titolazione a colei che, secondo la tradizione, fu sorella gemella del Santo di Norcia: proprio colei che se dobbiamo dar fede a Gregorio Magno “potè di più , presso Dio, colei che amò di più” :
“(...) ma Subiaco rimane il luogo della prima vocazione benedettina, dove i ricordi della vita eremitica, da cui San Benedetto trasse la spinta per un’opera che si diffuse in tutta l’Europa, restano più presenti nell’assetto conventuale. Una stretta gola boscosa, nel cui fondo scorre l’Aniene, rinchiude il monastero di santa Scolastica in basso, in cima il Sacro Speco e l’altro monastero di san Benedetto, incastrato, per meglio isolarsi dal mondo , in una parete di roccia picco , da cui sembra in procinto di franare.”
(G. Piovene, Viaggio in Italia, 1956, 84)
E nel suo fraseggio architettonico si vanta di essere l’unico superstite dei 13 monasteri fondati da San Benedetto prima del suo trasferimento a Montecassino, pur essendo dedicata in primis a San Silvestro papa (poi nel IX sec. fu denominato "Monastero di San Benedetto e di Santa Scolastica" e soltanto nel XIV secolo prese il nome attuale). Un palinsesto di edifici e di epoche, aggrovigliati, nell’inno dell’ Ora et Labora e con una certa razionalità, intorno a tre chiostri (dal primo chiostro o "Chiostro Rinascimentale" del secolo XVI, si passa in un secondo chiostro o "Chiostro Gotico" del secolo XIV ed, infine, in un terzo, detto "Chiostro Cosmatesco", del secolo XII) ed alla chiesa settecentesca, ultima di ben cinque chiese stratificatesi lungo i secoli. Epos della laboriosità benedettina che, oltre al celebre scriptorium, si avvale della nascita della prima tipografia italiana (1465), legata ai nomi dei due chierici tedeschi A. Pannartz e C. Sweynhey : tangibile testimonianza di impegno, oltre che di fede.
“Quando il dotto pontefice Pio II corteggiato da quattro cardinali appagò la sua devozione colla visita di questi santuari, restò molto edificato nell’ animo considerando il tenor di vita di quegli antichi claustrali. Nella bella descrizione, che ci ha lasciata del suo viaggio (Commentarta Aeneae, I. 6, p. 167) notò con piacere e meraviglia che i monaci di santa Scolastica giorno e notte cantavan gratissime lodi al Signore; gli specuensi poi maceravansi con lunghi digiuni ; era con molt' acqua temprato il loro vino ; non si nutrivano di carni ; il quotidiano cibo riducevasi a pane, erbaggi, legumi; breve era il tempo della mensa, dei sonno; la maggior parte del giorno spendeasi nella orazione.”
(Gregorio Jannuccelli,Memorie di Subiaco e sua badia, 1856, 413)















