Crisi: formazione professionale e innovazione per ripartire
Lo studio eseguito da Capitale Lavoro per conto dell'assessorato alle Politiche del Lavoro della Provincia di Roma parla chiaro: dal maggio 2009 ad oggi, sono stati 60mila i posti di lavoro persi fra Roma e il suo hinterland. Il che vuol dire 150 al giorno. E non va meglio per il tasso di disoccupazione che si attesta al 10,3%, a fronte di una media nazionale dell'8,9%.
Un'analisi accurata che ha raccolto fonti e numeri elaborati da diversi enti istituzionali e privati, sindacati e istituti di ricerca. Come, ad esempio, Inps, Istat, Confindustria, Comune e Provincia di Roma, Regione Lazio, Federlazio, Unione industriali, Unioncamere, Cgil e Cisl.
I dati, che hanno preso in esame i principali comparti occupazionali della Provincia (servizi, pubblica amministrazione, commercio, industria e settore edile), danno dunque conto di un andamento deficitario del mercato del lavoro per quanto concerne l'avviamento, il futuro occupazionale e il ricorso all'uso della cassa integrazione che oggi, a Roma e Provincia, coinvolge 48.794 lavoratori. Un numero destinato purtroppo a crescere. Stesso trend per il reddito, il cui calo, a fine 2010, potrebbe arrivare ad attestarsi intorno ai 600 milioni di euro.
"Il tasso di disoccupazione così elevato porta la Provincia di Roma a livelli che non si riscontravano dal 2001 - ha detto l'assessore alle Politiche di Formazione e Lavoro, Massimiliano Smeriglio - E come se non bastasse, la manovra finanziaria del Governo assesta un colpo micidiale a tutto il territorio, sia in termini di erogazione di servizi che di diminuzione netta dei redditi". Dolenti note anche sul fronte dell'avviamento al lavoro e dei nuovi contratti: dall'inizio dell'anno infatti, nel settore privato, ogni 100 avviamenti 83 sono a tempo determinato, mentre nel pubblico 97 contratti siglati su 100 sono a termine.
Il settore più colpito, secondo la ricerca, è quello della pubblica amministrazione: dei circa 60mila contratti a termine, almeno 5mila, quelli della scuola, sono fortemente a rischio.
"L'entità della crisi è evidente -ha detto ancora Smeriglio - Ma abbiamo davanti un’opportunità: rivedere il modello di sviluppo portato avanti fin qui, investendo sulla formazione, sull'innovazione tecnologica, sulla riqualificazione ecologica e sulla ricerca".














