San Crisogono
La Regio XIV – Trastevere- era un quartiere immenso situato sulla sponda destra del Tevere, occupato prevalentemente da ebrei e siriani e, comunque da una composita popolazione - per lo più straniera - di ceto medio basso, legata all’attività commerciale e al mantenimento del porto. Un contesto sociale che era estremamente favorevole allo sviluppo delle nuove istanze religiose dell’ecumenismo cristiano, con le sue ansie di liberazione e di riscatto. Un humus sociale attivo che trovava occasioni di raduno e di riflessione religiosa entro le abitazioni di ricchi proprietari che mettevano a disposizione di queste prime comunità parte delle loro residenze o, in taluni casi, l’intera residenza. Trastevere rammenta questa sua vocazione cristiana nelle denominazioni antiche, nei tituli, delle sue basiliche. Testimoniando, con la ricchezza dei recessi sotterranei, le vestigia di un’antichità paleocristiana ricca e composita, prologo di uno sviluppo attivo e fecondo. Quando, nel 1907, i padri trinitari L. Manfredini e C. Piccolini, indagando sotto la sacrestia di San Crisogono, scoprirono un muro semicircolare, non pensavano di riportare alla luce uno degli esempi più singolari e interessanti di basilica paleocristiana.
Fortunatamente a quel primo accidentale sondaggio, ne seguirono altri, fino a quando emersero dal sottosuolo dell’attuale basilica a circa sei metri di profondità, i resti della chiesa primitiva e dell’ambiente tardo imperiale su cui si fondava.
A mano a mano che lo scavo avanzava affiorarono dal terreno: un ricco pavimento di marmi intarsiati, un recinto presbiteriale e una schola cantorum che contribuirono a ritagliare i confini di un edificio ecclesiastico a navata unica (raro esempio a Roma) con portico e abside. E’ una struttura inusuale, non solo per la navata unica, ma soprattutto, per la presenza di due ambienti che serrano l’abside in un abbraccio di chiara matrice orientale. La presenza di una vasca e di altri vasconi rettangolari faceva presagire che la sala a sinistra fosse destinata in antico a fullonica (lavanderia, tintoria), cosa da non escludersi in un quartiere di tipo popolare e commerciale anche se, per taluni, la vasca tagliata a metà dal muro si deve interpretare piuttosto come un battistero ad immersione.
Lì dunque si immergevano i primi fedeli nel rito dell’iniziazione cristiana, rispondendo al loro complesso devozionale e cultuale. Forti di un’evangelizzazione del territorio accentuata, pare, dalla presenza del principe degli apostoli che, nel trasferire la sua dimora in Trastevere, in pieno quartiere ebraico, aveva creato moltissimi proseliti.
La domus prendeva nome da Crisogono, conditor tituli (fondatore della chiesa primitiva), che sembra non fosse né martire né santo, ma solo uno dei tanti devoti committenti o proprietari che offrivano la loro dimora per ospitare le prime comunità di culto dell‘evo cristiano. Ma col tempo quel titolo Chrysogoni si trasformava in Sancti Chrysogoni, garantendo al titolare, assieme al nimbo, un’aura di autentica e verace santità.














