Fiumicino
Come il nome preannuncia, Fiumicino trae alimento e forza dal fiume.
“E’ Fiumicino il nome, che si da’ alla foce destra del Tevere, foce siccome vedremo artificiale, alla torre, che la difende, ed alla borgata che negli anni scorsi ivi fu edificata per le cure di Belisario Cristaldi tesoriere generale della Camera Apostolica. Questa Borgata è succeduta all’antica città di Porto la quale trovavasi due buone miglia più dentro terra, cioè circa 16 m. fuori di porta Portuense primitiva”
(A.Nibby, Analisi storico antiquaria.., 1849)
Da quel Tevere generoso e fedele che nel suo sbocco a mare trascina, assieme ai detriti, la sostanza più intima della superba civiltà di cui è stato il primo traghettatore.
“Solo il Tevere che fugge verso il mare, resta di Roma. Ciò che è solido viene distrutto dal tempo, e ciò che scorre resiste al tempo”
(Montaigne, Giornale del viaggio in Italia)
Un borgo semplice di pescatori che, a metà dell’Ottocento, si organizza intorno all’antico porto di Claudio e di Traiano e ne raccoglie la fiera identità anche se, non la medesima importanza.
Proprio sul territorio cresciuto attorno alla fossa Traiana, che era stato lo scalo più importante dell’Impero, crocevia di genti e culture del Mediterraneo, con le invasioni barbariche e i continui saccheggi, si era come ossificata quell’antica funzione tanto vitale e produttiva. E la necropoli (Isola Sacra) ne aveva invaso gli spazi di vita, regalandoli alla morte.
Nell’anno Mille, sotto l’egida dello Stato Pontificio, riprende corpo l’attività marinara vera e propria, se pur organizzata e imbrigliata entro una stretta maglia di fortificazioni e difesa. Una fitta rete di torri e vedette, alcune lesionate e altre distrutte durante l’ultima guerra, come la bella Torre Clementina (1773) che, assieme al faro dell’Isola Sacra, fu fatta saltare dalle mine dei Tedeschi per sottrarre ogni punto di riferimento utile al nemico.
Si tratta di uno dei comuni più vasti del territorio provinciale, che si aggrappa, scavallando l’aeroporto intercontinentale, ai territori della bonifica di Maccarese alimentandola di agricoltura:
“L’altra ( bonifica n.d.r.) è quella di Maccarese, sul litorale a nord di Ostia. Vicinissima a Roma, si aveva una maremma, popolata da pochi butteri, pastori transumanti, cacciatori di uccelli acquatici. Vi sono ora circa diecimila abitanti, migliaia di bovini, orti frutteti e vigne. “
(G. Piovene, Viaggio In Italia)
E che vive di comunicazione aerea e marittima. Come testimonia oltre l’aeroporto da Vinci, il suo variopinto e animato mercato del pesce lungo il canale, col suo pittoresco addensarsi di pescherecci e imbarcazioni da diporto.
Un’urbanizzazione forte ne ha soffocato ora gran parte della originaria bellezza che oggi nondimeno trova il suo arcano respiro nell’Oasi di Porto: in quel connubio felice di Natura e Cultura, sintesi suprema del territorio che abbraccia Roma.














