Lago di Bracciano
Il lago di Bracciano
Origine vulcanica, situato nell'area nord della provincia di Roma.
Altitudine: 164 m s.l.m.
Superficie: kmq 57,470
Perimetro: km 31
Profondità massima: m. 160
Immissario: alcuni torrenti minori
Emissario: fiume Arrone
Città che si affacciano sul lago: Bracciano, Anguillara, Trevignano.
BRACCIANO:
Codice ISTAT: 058013
Codice Catastale: B114
Altitudine sul livello del mare: metri 280
Perimetro comunale: km. 31.475
Superfice comunale: kmq 14,52
Popolazione: 13.908
Distanza da Roma: Km 40
Numerose epigrafi ci danno testimonianza nell'area braccianense del Forum Clodiense, insediamento di epoca romana strettamente legato alla costruzione della Via Clodia. Nei secoli successivi se ne perse inspiegabilmente ogni traccia e solo nel 1234 alcuni documenti menzionano un Castrum Brachiani e poco più tardi un Burgus Brazanus. Fino al XV secolo si trattava tuttavia di casolari sparsi; infatti la prima casata nobiliare che appare in Bracciano è quella degli Orsini che vi edificarono nel '400 il maestoso Castello. Il primo ospite illustre del maniero fu Papa Sisto IV che vi soggiornò nel 1481 alla ricerca di un luogo lontano dalla peste che in quel periodo flagellava Roma. Nel 1494 Carlo VIII re di Francia vi fu accolto con i suoi armati dagli Orsini, contro la volontà del Papa Alessandro VI Borgia. Fu uno dei tanti episodi di una lunga storia fatta di lotte tra gli Orsini e i Borgia, che proseguirono con alterne vicende fino al 1560, allorchè il feudo fu eletto a Ducato da Papa Pio VI.
Nello stesso anno si celebrarono le sfortunate nozze tra Paolo Giornado Orsini e Isabella De'Medici, uccisa poi dal marito per infedeltà; il figlio, Virginio Orsini, riscostruì le mura e le chiese. Ma fu Paolo Giordano II, il più illustre della casata, amante dell'arte e delle belle lettere a creare a Bracciano un centro di rilevante attrazione e di cultura. Poi la fortuna degli Orsini decadde: nel 1696 il Castello passò agli Odescalchi ai quali appartiene tuttora.
ANGUILLARA:
Codice ISTAT:058005
Codice Catastale: A297
Altitudine sul livello del mare: m 195
Perimetro: km. 50.646
Superfice: Km 74,91
Popolazione: 14.525
Distanza da Roma: Km 32
Anguillara Sabazia prende il suo nome da un'antica villa di epoca romana chiamata "Angularia", perché sorta proprio dove la costa forma un angolo retto. La sua storia fu legata per molti secoli a quella della famiglia degli Anguillara e se ne ha una prima notizia nell'XI secolo a proposito di un insediamento militare. La famiglia non era molto amata dai paesani anche per il fatto che, sembra, abbia spesso esercitato il brigantaggio. Morto l'ultimo Anguillara nel 1488, Papa Innocenzo III consegnò il feudo al suo figlio naturale Franceschetto Cybo che alla morte del padre lo vendette a Gentil Virginio Orsini. Da quel momento Anguillara divenne oggetto di una lunga disputa tra Papa Alessandro III e gli Orsini che, tra alterne vicende, riuscirono ad ottenere stabilmente il feudo solo con Giulio II. Nel 1693 gli Orsini lo cedettero a Francesco Grillo de' Mari, duca di Mondragone. Dalla fine del settecento si hanno solo notizie frammentarie.
Ben attrezzato centro di vacanze, Anguillara ospita l'E.N.E.A., l'Ente Nazionale per l'energia alternativa, che si occupa della ricerca di nuove tecnologie di produzione energetica che salvaguardino l'ambiente.
TREVIGNANO:
Codice ISTAT: 058107
Codice Catastale: L401
Altitudine sul livello del mare: m 173
Perimetro comunale: km. 28.152
Superfice comunale: Kmq 39,44
Popolazione: 4.571
Distanza da Roma: Km 44
Costruito su una rupe basaltica, il paese è situato all'estremità di un piccolo golfo, cratere secondario di un antico vulcano sul lago di Bracciano. C'è una credenza secondo la quale l'antica città di origine etrusca, Sabate, nei pressi della quale è nata Trevignano, sarebbe sprofondata nel lago a causa di movimenti tellurici.
Sul finire del 1300 la ritroviamo in potere degli Orsini. Nel 1496 fu assediata per terra e per mare da Papa Alessandro VI impegnato a scuotere la potenza dei signori del luogo. In quella occasione fu distrutto il Castello di cui oggi si possono contemplare le severe rovine.
Nel 1691 gli Orsini, rientrati in possesso della loro proprietà, vendettero il paese al duca Domenico del Grillo che vi fabbricò il Palazzo Baronale. Nel 1880 buona parte dei possedimenti passò ai principi Del Drago.
CARATTERISTICHE DEL BACINO
Secondo del Lazio ed ottavo in Italia per superficie (57 Kmq.), il romano Sabatinus Lacus ha una profondità di 165 m.ed un volume di oltre 5 miliardi di mc. Il suo perimetro (31,5 Km.) è pressochè circolare; i tre centri di Bracciano, Anguillara e Trevignano si collocano a distanze reciproche regolari di circa 11,5 Km., realizzando una perfetta, regolare triangolazione.
Circa un milione e mezzo di anni fa una serie di eruzioni vulcaniche comportò l'emersione del sistema vulcanico detto oggi "sabatino"; cessate le eruzioni i crateri si riempirono di acqua formando quattro laghi. Di questi, due (Bracciano e Martignano) sono ancora esistenti, un terzo, quello di Baccano, fu prosciugato in età romana, mentre il quarto, detto di Stracciacappe fu bonificato nel XVIII secolo poichè ridotto ad appena un acquitrino.
Unico emissario naturale di Bracciano è il torrente Arrone; dall'800, però, sbarrato con una diga, esso viene utilizzato solo in caso di piena, mentre di norma le acque scaricano nel bacino del Tevere. L'acqua del Lago di Bracciano fu utilizzata sin dall'età romana per consumo potabile; l'antico acquedotto di Traiano fu restaurato da Paolo V agli inizi del '600 e perciò chiamato "Acqua Paola", il cui fontanone terminale decora la nota piazza panoramica in cima al colle del Gianicolo, in Roma. L'acquedotto, di cui si possono osservare le torrette-spia, alte circa 4 metri, lungo la Via Cassia in direzione di Sutri, ha un percorso di 43 Km. ed una portata di 80.000 mc. al giorno.
Conservatosi perfettamente integro fino al secondo dopoguerra, il Lago ha risentito nel corso degli anni '60 e '70 del progressivo e indiscriminato aumento degli scarichi dei centri rivieraschi e delle attività agricole. Agli inizi degli anni '80 il pool formato dai tre Comuni, dalla Provincia, dalla Regione e dall'A.C.E.A. realizzò un collettore circumlacuale che convoglia tutti gli scarichi in un depuratore. Inoltre dal 1987 fu vietata la navigazione a motore e l'uso di fertilizzanti e pesticidi. Ciò ha comportato nel giro di pochi anni ad un recupero integrale delle originarie condizioni di purezza dello habitat. Sussistono ancora lembi di foresta riparia (pioppi, ontani e salici) e l'ittiofauna, un tempo base essenziale dell'economia locale, è ancora assai ricca e varia (lucci, persici, coregoni e anguille).
Tra gli uccelli si segnalano falchi pescatori ed uccelli migratori delle zone umide; più rara è la presenza dei mammiferi, a causa, in particolare, dello sviluppo dell'urbanesimo e del turismo. Il comprensorio lacuale costituisce parte integrante di una più vasta area naturalistica, che si estende ad Ovest verso i Monti della Tolfa e ad Est verso la valle del Tevere. Strettamente connesse all'ambito del lago, pertanto risultano sia la Caldara di Manziana (ulteriore, antico, cratere del complesso sabatino, punteggiato da geyser di anidride solforosa, manifestazione residue di vulcanesimo secondario) e la riserva naturale di Monterano.









