Comitati Locali per l'educazione degli adulti
Con la Conferenza Unificata del 2 marzo 2000 il Governo, le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità Montane hanno siglato un accordo per riorganizzare e potenziare l’educazione permanente degli adulti in linea con i processi di razionalizzazione dei sistemi di educazione permanente. L’obiettivo dell’Accordo è stato quello di adeguare i sistemi educativi esistenti alle mutate caratteristiche della domanda e del fabbisogno formativo/educativo, al fine di recuperare i bassi livelli di istruzione e formazione, offrire opportunità educative ai cittadini adulti per l’acquisizione di conoscenze e di competenze funzionali di base nei diversi campi per il pieno esercizio del diritto di cittadinanza.
Nell’Accordo, un ruolo centrale viene attribuito ai cosiddetti Comitati Locali, costituiti da rappresentanti delle Province, dei Comuni e Comunità montane, degli Uffici scolastici territoriali, delle parti sociali, delle agenzie formative operanti nel campo della formazione non formale, che dovranno diventare sede privilegiata della programmazione concertata.
Viene previsto, pertanto, che i Comitati Locali saranno chiamati a:
- promuovere l’educazione degli adulti sul proprio territorio;
- programmare le attività in linea con i criteri definiti a livello regionale;
- definire e programmare l’uso delle risorse;
- elaborare progetti di area e formulare proposte per il calendario complessivo dell’offerta formativa e per l’istituzione dei Centri territoriali permanenti e la loro dislocazione (oggi, in seguito alla Legge finanziaria 296/2006, dei Centri Provinciali per l’educazione degli adulti).
Il Comitato Locale dovrà operare a partire dall’integrazione dei diversi sistemi educativi, dell’istruzione, della formazione professionale e dell’educazione non formale, quale strumento efficace per raggiungere tre obiettivi prioritari:
- il recupero dell’educazione perduta o non completata;
- il pieno accesso agli “strumenti della cittadinanza”;
- l’arricchimento culturale della persona.
Per realizzare gli obiettivi programmatici sopra delineati, la Regione Lazio con Deliberazione della Giunta n. 854 del 31/10/2007 ha deliberato i criteri per l’individuazione degli ambiti di riferimento territoriale per la costituzione dei Comitati Locali, ha approvato le Linee Guida per istituzione dei Comitati Locali e ha destinato la somma di € 3.000.000,00 (di cui € 689.499,55 alla Provincia di Roma) per l’istituzione e l’avvio dei Comitati Locali.
In esecuzione di tale Deliberazione, le Province e il Comune di Roma che, per le sue dimensioni è stato assimilato alle Province e ha ricevuto specifiche risorse, hanno elaborato un progetto per l’avvio dei Comitati Locali per l’educazione degli adulti.
La Provincia di Roma, attraverso l’Assessorato alle Politiche della scuola e il Servizio 6 del Dip. X, ha presentato il proprio progetto, approvato con Deliberazione Giunta Provinciale n. 69 del 6/02/2008. Con il progetto sono stati individuati gli ambiti territoriali di riferimento, i criteri con cui ripartire il trasferimento regionale e, d’intesa con i Comuni convocati a questo fine lo scorso 22 gennaio 2008, sono stati individuati gli enti capofila per ciascun ambito.
Alla luce di quanto sopra e in seguito all’incontro con i Comuni è stato suddiviso il territorio della Provincia di Roma (escluso il Comune di Roma) in 6 ambiti territoriali, di seguito indicati:
- 6 Provincia Nord e Fiumicino (Allumiere, Anguillara Sabazia, Bracciano, Campagnano di Roma, Canale Monterano, Capena, Castelnuovo di Porto, Cerveteri, Civitavecchia, Civitellla San Paolo, Fiano Romano, Filacciano, Fiumicino, Formello, Ladispoli, Magliano Romano, Manziana, Mazzano Romano, Morlupo, Nazzano, Ponzano Romano, Riano, Rignano Flaminio, Sacrofano, Santa Marinella, Sant'Oreste, Tolfa, Torrita Tiberina, Trevignano Romano)
- 7° Provincia Est (Casape, Castel Madama, Ciciliano, Fonte Nuova, Guidonia Montecelio, Marcellina, Mentana, Monteflavio, Montelibretti, Monterotondo, Montorio Romano, Moricone, Nerola, Palombara Sabina, Pisoniano, Poli, San Gregorio da Sassola, San Polo dei Cavalieri, Sant'Angelo Romano, Tivoli)
- 7b Provincia Sud - Est (Distretti sanitari G4+G6) (Capranica Prenestina, Castel S. Pietro Romano, Cave, Cerreto Laziale, Gerano, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Licenza, Mandela, Palestrina, Percile, Rocca di Cave, Roccagiovine, Sambuci, San Cesareo, San Vito Romano, Saracinesco, Vicovaro, Zagarolo)
- 7c Provincia Sud – Est (Distretti Sanitari G3+G5) (Affile, Agosta, Anticoli Corrado, Arcinazzo Romano, Arsoli, Artena, Bellegra, Camerata Nuova, Canterano, Carpineto Romano, Cervara di Roma, Cineto Romano, Colleferro, Gavignano, Gorga, Jenne, Labico, Marano Equo, Montelanico, Olevano Romano, Riofreddo, Rocca Canterano, Rocca Santo Stefano, Roiate, Roviano, Segni, Subiaco, Vallepietra, Vallinfreda, Valmontone, Vivaro Romano)
- 8a Provincia Castelli (Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora, Velletri)
- 8b Litorale Sud (Anzio, Ardea, Nettuno, Pomezia).
Pertanto, secondo quanto previsto dalle Linee Guida regionali, il Comune capofila individuato dalla Provincia sta promuovendo un Protocollo d’Intesa con i Comuni di appartenenza al proprio ambito territoriale, finalizzato all’istituzione del Comitato Locale e alla gestione del finanziamento che la Provincia trasferirà per l’avvio dei Comitati.
L’intesa tra i Comuni è volta a evidenziare che i Comitati Locali non devono essere, esclusivamente, luoghi funzionali all’acquisizione dei titoli scolastici ma luoghi finalizzati all’accoglienza e all’ascolto, all’orientamento e all’alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno, all’apprendimento della lingua e dei linguaggi, allo sviluppo di competenze culturali e relazionali funzionali ad una partecipazione attiva e dignitosa alla vita sociale, al rientro nei percorsi di istruzione e formazione di soggetti in situazione di marginalità.
Al fine di supportare i Comuni capofila nella predisposizione del Protocollo d’Intesa è stato predisposto uno schema di Protocollo presentato ai Comuni in occasione della riunione dello 18 luglio 2008, in modo da dare impulso all’avvio dei Comitati Locali, anche in considerazione dell’urgenza rappresentata dalla Regione. Infatti contemporaneamente all’avvio dei Comitati Locali, la Legge finanziaria 296/2006 ha previsto la riorganizzazione degli attuali Centri Territoriali Permanenti per l’educazione degli adulti che saranno rinominati Centri Provinciali per l’istruzione degli adulti. I nuovi
Centri, organizzati su base provinciale e articolati in reti territoriali costituiranno un’autonomia scolastica, quindi sarà necessario considerarle nell’ambito della complessa definizione del dimensionamento scolastico.









