La Provincia di Roma

Italia a colori 1861-1935

CsA

Mostra fotografica.

Dal 18 novembre 2011 all'8 gennaio 2012

Palazzo Incontro, via dei Prefetti 22, Roma.

Il 17 maggio 1861, due mesi dopo la proclamazione dell’unificazione italiana, lo scozzese James Clerk Maxwell presenta presso il Royal Institution di Londra la fotografia a colori basata sul principio della tricromia.
È tuttavia soltanto dal 1888, dopo la pubblicazione da parte del francese L’Illustration della prima fotografia a colori su una rivista, che l’interesse per questa nuova forma rappresentativa conosce una sensibile espansione, aprendo la strada a una vera e propria corsa alla scoperta e all’applicazione di strumenti e tecniche riproduttive, come la colorazione delle stampe fotografiche o la nascita dei fotochrome (basati sulla procedura litografica).
Nel 1904 i fratelli Lumière brevettano la prima placca autochrome, una lastra in grado di produrre diapositive a colori attraverso granelli colorati. È questa la svolta tanto attesa: nel 1907 nasce a Lione la prima industria per la produzione di piastre autocromate che diffonde in tutto il mondo questa nuova tecnica riproduttiva.


Ancora prima dell’“invenzione del colore”, nei suoi primi anni di espansione, la fotografia si affianca alle altre tecniche narrative o espressive, modificando in profondità la capacità di raccontare e di percepire i fatti, gli individui e le società del XIX secolo. Nella tecnica fotografica ritroviamo, infatti, per la prima volta la possibilità di cogliere l’immediatezza di un evento e come tale tramandarlo alle generazioni successive.
In questo contesto, l’introduzione del colore segna un ulteriore, decisivo, passaggio. Anche se poco diffuse e utilizzate in virtù degli alti costi, le immagini a colori scattate tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento restituiscono all’osservatore di oggi un nuovo, inedito, punto di vista su epoche apparentemente così lontane.


Italia a colori 1861-1935 propone la raccolta di oltre 165 immagini – molte delle quali inedite – scattate dall’unificazione agli anni Trenta del Novecento quando comincia a diffondersi anche in Italia l’uso della pellicola fotografica; i luoghi, le persone, i paesaggi, le città, la vita quotidiana degli italiani sono i soggetti principali di questa esposizione.
Le fotografie qui presentate sono un viaggio nella storia; un itinerario nel quale l’evoluzione e la sperimentazione delle tecniche fotografiche si incrociano e si sovrappongono con i cambiamenti rapidi e tumultuosi che una giovane nazione, l’Italia, conosce nel volgere di pochi decenni. Diverse, infatti, sono le tecniche utilizzate per la produzione di queste opere, la cui stessa raccolta rappresenta una “storia nella storia”, un cammino pensato anche per ripercorrere i primi passi di una delle forme artistiche più amate dei nostri tempi.


Italia a colori 1861-1935 offre al visitatore un approccio per molti aspetti inedito, consentendo non solo di osservare frammenti di una Roma e di un’Italia passata e tradizionalmente riprodotta in bianco e nero, ma anche di sentire più vive e reali quelle stesse immagini che con l’utilizzo del colore sembrano assumere una nuova forma e prospettiva.
Alcuni autori delle fotografie qui presentate hanno pubblicato i loro scatti sulla rivista National Geographic; tra questi Luigi Pellerano, che comincia la sua produzione negli anni passati in Libia come ufficiale dell’esercito italiano e che nel 1914 pubblica il volume L’autocromista e la pratica elementare della fotografia a colori. Sono presenti, inoltre, gli scatti di altri due autocromisti italiani come Secondo Pia (molto noto per le sue foto del 1898 alla Sacra Sindone di Torino) e Ferdinando Fino (primo fotografo a rappresentare a colori le Alpi Graie piemontesi). La mostra propone anche una raccolta di immagini sull’Italia realizzate da autori stranieri, tra cui Hans Hildenbrand, celebre per le sue immagini riprese durante la Prima guerra mondiale.
Una parte delle immagini qui raccolte è stata realizzata attraverso le tecniche ad albume o in fotocromia (in cui la colorazione avveniva successivamente allo scatto), mentre molte delle fotografie successive al 1907 sono state prodotte direttamente a colori con tecniche diverse.
 

22 Novembre 2011

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