27 gennaio - giorno della Memoria
Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’esercito sovietico entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau; anche se dovettero passare alcuni mesi per vedere la fine del sistema concentrazionario nazista, la comunità internazionale ha assunto quella data come simbolo della fine delle persecuzioni nazi-fasciste in Europa, dedicando ogni anno la giornata del 27 gennaio al ricordo delle vittime dell’Olocausto.
Con la legge 211 del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha proclamato il 27 gennaio Giorno della Memoria «al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.»
La Provincia di Roma è fortemente impegnata nel ricordo delle vittime e di tutti coloro che a vario modo tentarono di opporsi - spesso pagando anch’essi con la vita - alle persecuzioni nazi-fasciste. Le iniziative che realizziamo ogni anno per celebrare il 27 gennaio sono parte di questo percorso più ampio, che ci vede costantemente impegnati.
In occasione del Giorno della Memoria 2012, la Provincia di Roma presenta l'anteprima del documentario:
Dove vi portano gli occhi
a colloquio con Edith Bruck
di Ivan Andreoli e Fausto Ciuffi
Partecipano:
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma
Edith Bruck, scrittrice
Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma
Matteo Richetti, Presidente dell’Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna
Stefano Vaccari, Presidente Fondazione Villa Emma Ragazzi Ebrei Salvati
Venerdì 27 gennaio 2012, ore 9.00
Palazzo Valentini - Roma
E' possibile scaricare qui sotto l'invito dell'incontro in formato digitale.
Il documentario:
DOVE VI PORTANO GLI OCCHI
a colloquio con Edith Bruck
di Ivan Andreoli e Fausto Ciuffi
© 2012 - Fondazione Villa Emma
(Durata: 55’)
Il documentario è stato prodotto dalla Fondazione Villa Emma,
con il contributo di: Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
con il sostegno di: Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna
in collaborazione con: Provincia di Roma, Progetto Storia e memoria
Dove vi portano gli occhi raccoglie la testimonianza di Edith Bruck e del suo lungo e articolato percorso biografico attraverso il ricordo delle principali esperienze vissute dalla scrittrice: gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, le discriminazioni subite in Ungheria dalla sua famiglia e da tutta la comunità ebraica prima della deportazione, la cattura e il trasferimento ad Auschwitz, il difficile ritorno dai campi, la vita che riesplode dopo la prigionia, l’arrivo in Italia, che diviene sua dimora.
I suoi ricordi offrono un prezioso contributo per decifrare precise pagine di storia e, quando la forza delle parole invade il presente, ci richiama a una assunzione di responsabilità verso la conoscenza e l’interpretazione del passato.
Edith Bruck. Nota biografica
Edith Steinschreiber, in arte Bruck, nasce il 3 maggio 1932 in Ungheria a Tiszakarád, un villaggio posto quasi ai confini con l’Ucraina. Ultima di sei figli, conosce, fin dall’infanzia le ostilità e le discriminazioni che nel suo paese investono la comunità ebraica.
Nella primavera del 1944, a 12 anni, dopo un primo internamento nel ghetto di Satoraljaujhely, viene deportata ad Auschwitz e di seguito in altri campi tedeschi: Kaufering, Landsberg, Dachau, Christianstadt e, infine, Bergen- Belsen, dove è liberata nell’aprile del 1945. Al contrario, rimangono vittime dello sterminio la madre, il padre, un fratello e diversi familiari.
Costretta ad abbandonare nuovamente l’Ungheria a causa delle discriminazioni che la comunità ebraica continua a subire anche dopo la fine del conflitto, nel 1946 tenta, invano, di ricongiungersi a una sorella trasferitasi in Cecoslovacchia. Nel settembre del 1948 decide quindi di raggiungere Israele, dove si sposa due volte, assumendo dal secondo marito il cognome Bruck.
Delusa dall’esperienza del nascente Stato d’Israele, nel 1954 giunge in Italia, stabilendo la sua residenza a Roma dove, nel 1957, conosce il poeta e regista Nelo Risi, che sposerà anni dopo. Li unisce un profondo legame sentimentale e i comuni interessi fatti anche di scelte lavorative e amicizie significative (tra gli altri, la coppia frequenta personaggi come Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Mario Luzi, Cesare Zavattini, Vasco Pratolini e Gina Lagorio).
Ben presto, Bruck riprende i progetti di scrittura avviati durante l’”esilio” in Cecoslovacchia e poi abbandonati, e nel 1959 avvia la sua lunga e ricca stagione letteraria con la pubblicazione di Chi mi ama così.
Recatasi a Torino per partecipare alla produzione di uno sceneggiato televisivo conosce Primo Levi, cui rimane legata da profonda amicizia e con il quale riesce a condividere il peso del passato e il dovere della memoria.
Nel corso della sua vastissima produzione artistica e letteraria, collabora con numerose riviste e quotidiani (“Il Tempo”, “Corriere della sera”, “Il Messaggero”); si dedica alla redazione di sceneggiature teatrali, radiofoniche, televisive e cinematografiche (tra queste il film del 1966 Andremo in città, tratto da un suo racconto omonimo); dirige, come regista, le pellicole Improvviso (1979) e Un altare per la madre (1986).
Alterna, inoltre, il lavoro di scrittrice alla traduzione di poeti ungheresi come Gyula Illyés, Attila József e Miklós Radnóti.
Tra i numerosi riconoscimenti e premi conseguiti si segnalano: il “Premio Rapallo” 1989 per il romanzo Lettera alla madre; nel 2009 il “Premio Città di Bari”, il “Premio Paolo Volponi” e il “Premio Viareggio” per il libro Quanta stella c’è nel cielo (di cui il regista Roberto Faenza sta oggi preparando una trasposizione cinematografica).
| Descrizione | Dim | Tipo |
|---|---|---|
| Invito. '27 gennaio. giorno della memoria' | 181 Kb | image/jpeg |
| Invito. Ho sconfitto Hitler | 53 Kb | image/jpeg |
| Sopracoperta - Ho sconfitto Hitler | 3.270 Kb | Documento (pdf) |
| Cenni biografici di Rubino Romeo Salmonì | 37 Kb | application/rtf |
| Ho sconfitto Hitler Rubino Romeo Salmoni web | 2.883 Kb | Documento (pdf) |









