La Provincia di Roma

Il piano programmatico dei pagamenti

L’introduzione nell’ordinamento, a mezzo dell’art. 9 della Legge n. 102 del 3 agosto 2009 (di conversione del Decreto Legge n. 78) di responsabilità disciplinari ed amministrative nei confronti dei “Funzionari” che provvedano ad effettuare impegni di spesa non coerenti con il programma dei conseguenti pagamenti nel rispetto della direttiva comunitaria e delle norme di bilancio e di finanza pubblica (Patto di stabilità), ha comportato l’esigenza di attuare una complessiva programmazione dei pagamenti.

L’idea sottostante a tale norma è quella della spending review, ossia di un’attività di analisi strutturata e permanente della spesa che risponda alla finalità di superare l’approccio puramente incrementale delle allocazioni di bilancio per arrivare ad una revisione complessiva della spesa che permetta di rivedere le priorità di ciascun ambito, riqualificando la spesa stessa nel suo complesso e facendo emergere risorse originariamente assegnate ad attività ormai concluse o, in alcuni casi, mai iniziate.

Effetto di tale attività è quindi, da un lato, la realizzazione di un monitoraggio dei flussi e delle procedure di spesa con un immediato recupero di risorse e, dall’altro, l’individuazione di possibili revisioni organizzative funzionali ad una gestione ottimale di tali flussi.

Prendendo atto di tale principio ispiratore, la Provincia di Roma, nell’adottare tempestivamente gli interventi più opportuni per realizzare il miglior equilibrio tra l’esigenza di garantire la tempestività dei pagamenti e la necessità di rispettare il Patto di stabilità, ha contestualmente messo in atto una generale revisione della spesa in conto capitale, quella più direttamente interessata dalle disposizioni dell’art. 9 le quali, pur applicandosi indistintamente a tutti i pagamenti effettuati dalle pubbliche amministrazioni., hanno un’immediata incidenza sui pagamenti in conto capitale proprio perché solo questi ultimi sono espressamente ricompresi nei limiti imposti dal Patto.

La rilevante portata della novità normativa ha condotto da subito ad un coinvolgimento complessivo dell’Amministrazione in tutte le sue componenti (organi politici, servizio finanziario, responsabili di settore) ed ha originato una serie di attività che si sono svolte in più fasi tra loro connesse senza soluzione di continuità, quali:

  •  la temporanea sospensione degli impegni di spesa in conto capitale;
  • La predisposizione, sulla base di una banca dati univoca fornita dalla Ragioneria, del piano programmatico dei pagamenti, ossia delle previsioni di cassa riguardanti la spesa in conto capitale relativamente al periodo 2009/2012;
  • La conseguente individuazione del fabbisogno di spesa complessivo in relazione ai limiti previsti dal Patto e, quindi, dei tetti di spesa per ciascuna struttura secondo un criterio che ha tenuto conto, da un lato, della spesa storica sostenuta dalle diverse strutture e, dall’altro, delle richieste avanzate in sede di piano programmatico dei pagamenti;
  •  la possibilità di sfruttare, per il 2009, le maggiori capacità di pagamento consentite dall’art. 9 – bis della legge citata
  •  la limitazione dei nuovi impegni in conto capitale, con particolare riferimento a quelli finanziati con indebitamento, favorendo, nel contempo, il ricorso all’autofinanziamento degli investimenti.

Contestualmente a tutte le attività appena descritte, è stata svolta, sfruttando l’opportunità offerta dalla programmazione dei pagamenti, una revisione complessiva dei residui passivi, ponendo particolare attenzione su di quelli che non erano stati interessati dalle previsioni di cassa per il periodo 2009/2012.

L’analisi concentrata su tali stanziamenti ha consentito di individuare risorse finanziarie legate ad interventi ormai conclusi, ovvero mai iniziati per modifiche alla programmazione dell’ente, oppure fermi per problemi tecnico – amministrativi.Il risultato di detta analisi non è stato solo quello, già di per se molto rilevante, di individuare importanti economie di bilancio, oltre 47 milioni di euro, da destinare a nuovi interventi, ma anche quello, tuttaltro che secondario, di ottenere una rivisitazione complessiva dei flussi di spesa e delle procedure, finalizzata a prevenire il riformarsi delle criticità riscontrate.La novità normativa introdotta nell’ordinamento dall’art. 9 ha quindi costituito, per la Provincia di Roma, non un vincolo ma un’opportunità, quella di attuare una spending review sul proprio bilancio e sulle proprie procedure di spesa, rafforzando il ruolo della programmazione e preparando il terreno, dal punto di vista concettuale ed operativo, all’introduzione del sistema dei costi standard ed al definitivo superamento del metodo della spesa storica.
13 Aprile 2010

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