Palazzo Orsini-Barberini di Monterotondo
L’attuale palazzo Orsini-Barberini venne completato nel Seicento su una preesistente rocca di antichissima costruzione, dal quattrocento proprietà degli Orsini. Originariamente doveva avere una pianta a forma di quadrangolo regolare con torri angolari quadrate e torrette medie su almeno due lati. Quasi al centro del cortile, contornato dai corpi di fabbrica, c’era il mastio, alto circa 40 metri, che oggi termina con un novecentesco coronamento. Tali caratteristiche ne fanno un’opera di architettura rara nel Lazio, dove parrebbe in anticipo rispetto a tipologie correnti nel secolo successivo.
Le quattro sale affrescate che oggi possiamo ancora ammirare al piano superiore di Palazzo Orsini-Barberini con ogni probabilità si devono ai lavori di “ingentilimento” avviati da Franciotto Orsini (cugino di Papa Leone X e a sua volta cardinale) agli inizi del ‘500.
Seguendo un ordine cronologico, i primi affreschi che vanno considerati sono quelli della seconda stanza ed ispirati al mito di Adone, opera realizzata da Girolamo Siciolante da Sermoneta (1521-1580 circa) intorno agli anni 1553-1555.
Probabilmente la committenza dell’opera è della discendenza di Giacomo Orsini anche se alcuni documenti lasciano presupporre una commissione degli affreschi dovuta all’altro ramo, quello di Lorenzo. Il mito di Adone, che ha le sue origini in Medioriente, rimanda all’apporto dato da alcuni componenti della famiglia Orsini alla lotta contro gli infedeli (probabilmente Oliverotto, della famiglia di Valerio, ramo Lorenzo). Il mito narra che Mirra, figlia di Cinica, innamoratasi del suo stesso padre riesce a sedurlo e a giacere con lui senza farsi riconoscere. Quando Cinica si accorge del terribile inganno tenta di uccidere la figlia incestuosa ma Zeus, impietositosi della sorte di Mirra, la trasforma in albero per sottrarla alle ire paterne. Dalla corteccia di questo albero nascerà il bellissimo Adone che diverrà l’amante di Afrodite e di Persefone, dea degli Inferi. L’episodio della morte di Adone è narrato nell’ultimo pannello affrescato. Qui troviamo un altro particolare interessante che dimostra l’intento celebrativo sotteso a questa decorazione: nella scena, il putto accanto ad Adone morente è rappresentato nell’atto di cogliere un fiore che da bianco latte si va trasformando in rosso intenso. Il mito racconta che, nel momento del trapasso di Adone, tutti gli anemoni si tinsero di rosso con il sangue della sua ferita. Nel pannello del Siciolante, però, il fiore raccolto dal putto è evidentemente una rosa, quella stessa rosa che designa gli Orsini sugli stemmi di famiglia. La sala è coperta da un soffitto a cassettoni di qualità eguagliabile ai migliori esempi romani, decorato con grottesche e trofei con armi turche in ricordo delle spedizioni compiute nel Cinquecento dagli Orsini contro i turchi.
Info:
Piazza Marconi 4 – 00015 Monterotondo
Telefono 06.909641/90964212
Fax 06.90964426
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comune [dot] monterotondo [dot] rm [dot] it
sito: www.comune.monterotondo.rm.it
Palazzo Orsini-Barberini. Le sale affrescate









