Tate, colf e badanti: la prima mostra bibliografica itinerante sul mondo delle badanti .
Resterà aperta fino al 5 novembre, presso la Biblioteca comunale di Anzio, la mostra bibliografica “Così vicine, così lontane. Tate, colf e badanti. La mostra è costituita da oltre 130 documenti, diari, fiabe, romanzi, biografie, fotografie, manuali, cataloghi di mostre, dizionari, materiali plurilingui, riviste, inchieste e reportage sul tema delle collaboratrici domestiche di oggi e di ieri ma contiene anche un ricco repertorio di film e documentari.
“La mostra girerà in tutte le otto ‘Biblioteche del mondo’ della Provincia di Roma ma è disponibile per enti, associazioni e istituzioni culturali – dichiara l’assessore alle Politiche culturali, Cecilia D’Elia - Questa mostra è dedicata alle badanti e al valore del loro lavoro che tante famiglie italiane sperimentano ogni giorno. Queste donne, che vivono così vicino alle nostre esigenze e così lontano dai loro affetti e ricordi, sono per la nostra società un tesoro umano e culturale, nonché economico, spesso dimenticato. Si inseriscono nelle strutture familiari, ne condividono l’intimità, partecipano alle dinamiche intergenerazionali, incrociano i consumi, gli stili di vita, i comportamenti degli italiani. L’integrazione è un fatto, oltre che una necessità e una forza di rinnovamento sociale e civile. In mostra documenti e testi di struggente umanità che fanno battere il cuore a tutte e a tutti, italiani e stranieri, vicini e lontani”.
Durante tutta la sua permanenza a Anzio la mostra sarà animata da visite guidate appositamente organizzate per le scuole del territorio
“Cosi vicine, cosi lontane” è ideata e curata da Vinicio Ongini, autore di libri per l'infanzia ed esperto di intercultura;l’organizzazione e il coordinamento sono a cura del Sistema Bibliotecario Provincia della Provincia di Roma.
Sono più di un milione le donne straniere che lavorano in Italia come tate, colf o badanti. Nella Provincia di Roma ogni mille residenti ci sono più di 20 lavoratori e lavoratrici domestiche. La maggior parte di loro proviene dai Paesi dell’Est europeo, molte hanno titoli di studio medio/alti, sono sposate, con i figli lasciati nel paese d’origine. Le donne venute dall’Est europeo leggono più degli uomini immigrati e più delle altre donne immigrate ed hanno una frequentazione, sia pur limitata, delle biblioteche pubbliche.












