Natino Chirico: Autoritratti, ritratti e tratti
Venticinque opere di Natino Chirico saranno esposte con il titolo “Autoritratti, ritratti e tratti” a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, dal 19 dicembre 2006 al 5 gennaio 2007. Un nuovo appuntamento romano per l’artista, con una raccolta di opere realizzate tra il 1982 e il 2006, comprendenti quadri ad olio e a tecnica mista e disegni a matita, a carboncino, a gessetti colorati.
Si tratta di lavori legati a un filone particolare, quello del ritratto, e più in generale della rappresentazione della figura umana, che l’artista ha percorso lungo l’intero arco temporale della sua attività variando le tecniche e i mezzi espressivi, ma con un sempre evidente gusto del segno. Piene di forza e coraggiose nel confronto con il grande Michelangelo le figure delle ultime opere, che propongono la rilettura di alcune immagini della Cappella Sistina, avvio di un nuovo percorso di Chirico.
La mostra - realizzata con contributo della Provincia di Roma e il patrocinio della Presidenza della Regione Lazio e del Comune di Roma – è esposta nella Sala Egon Von Furstenberg di Palazzo Valentini (Via IV Novembre 119a - 00187 Roma) ed è visitabile, con ingresso libero, nei seguenti orari: dal lunedì al venerdì 10:30 – 18:30; sabato 10 – 13; domenica e festivi chiuso.
Notizie sull’artista
Nato a Reggio Calabria nel 1953, dopo gli studi accademici a Brera e a Roma –dove frequenta le “scuole” di Domenico Cantatore, Franco Gentilini e Arnoldo Ciarrocchi- Natino Chirico avvia un’intensa attività pittorica che trova riscontro in numerose personali e mostre di tendenza: da Reggio Calabria a Milano, da Parigi a Roma, da Catania a Torino, da Varsavia a New York, da San Francisco a Bruxelles.
Dall’iniziale ascendenza impressionista, Chirico evolve il proprio codice linguistico avvicinandosi, alla fine degli anni ’70, alla rappresentazione del vero, dando ampio spazio nella sua produzione alla tecnica del disegno, con esiti di grande efficacia. “Raffinatissimo e tagliente” lo definisce Renzo Vespignani, vicino a Chirico fin dagli esordi. Il possesso di tali capacità tecniche ha consentito a Chirico di “prendersi alcune licenze”, peculiari della sua produzione più recente, caratterizzata da un uso più libero e forte della materia pittorica.












