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La fondazione di Pomezia, modello di insediamento rurale nella zona bonificata dell'Agro Pontino, risale al 1938.
L'anno successivo, precisamente l'11 ottobre, Ferruccio Ferrazzi, uno dei protagonisti della corrente artistica "Ritorno all'ordine", dà avvio alla decorazione murale del salone di rappresentanza del Palazzo Comunale.
Il soggetto dell'opera venne scelto dallo stesso artista: la raffigurazione centrale doveva rappresentare Trionfo della Terra con il carro di Pomona guidato da un uomo e trainato da due cavalli.
L'idea si basava sull'origine stessa di Pomezia: il riferimento al carattere rurale della cittadina era infatti piuttosto immediato poiché Pomona rappresenta nell'Olimpo delle divinità romane, la fertilità della terra.
I lavori di esecuzione dell'opera proseguirono, con una serie di interruzioni, fino al 1941.
Durante le fasi finali del secondo conflitto mondiale, una bomba precipitò, distruggendola, sulla torre di Pomezia confinante col palazzo comunale, proprio per la parete dove il Ferrazzi aveva realizzato la sua decorazione.
Il fatto formidabile fu che, sebbene la parete della Sala Comunale non fu direttamente interessata dal crollo, Il Trionfo della Terra scomparve letteralmente.
Quali furono le cause? Ancora oggi si fa fatica a dare delle risposte precise.
Leggendo tra i diari dell'artista, nei quali annotò giorno dopo giorno il procedere dei lavori, si scopre che Ferrazzi usò una tecnica particolare, poco consueta se non addirittura misconosciuta, di pittura murale: l'encausto.
La pittura ad encausto risale all'epoca romana: esempi di tale procedimento rimangono visibili a Pompei ed Ercolano.
È una tecnica della quale si sa molto poco, tant'è vero che in epoca medievale e poi moderna, non fu molto usata.

