La Provincia di Roma

La mostra l'Arte della Tavola e il Teatro del Convivio

È stata inaugurata il 20 dicembre 2006 la mostra "AD - L'arte a tavola e il teatro del convivio": 10 tavole arredate con design moderno che spazia dal country all'essenziale, dal classico all'esotico con alcuni pezzi storici o d'antiquariato.

L’esposizione - ospitata a Palazzo Incontro a Roma (in via dei Prefetti, 22)  - resterà aperta,  con ingresso gratuito, fino al 30 gennaio 2007  dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 19.
Si comunica però che sabato 27 gennaio 2007, dalle ore 13, la mostra sarà chiusa al pubblico per motivi tecnici.
Quella di apparecchiare la tavola è arte nobile e antica. E in continua evoluzione “secondo lo stato psicologico della società”, come annotava nel 1907 il grande Auguste Escoffier, uno dei suoi maggiori esponenti. Massimo sviluppo e splendore conobbe dal Secolo dei Lumi in poi, potendo contare sulla nascente industria per la creazione di suppellettili straordinarie e avendo per sacerdoti ed esegeti gastronomi e gourmet famosi i quali, per mezzo degli apparati del simposio, mettevano in scena non solo e non tanto un rito del palato, ma una raffinata metafora del bel vivere che, oltre allo stretto territorio della mensa, coinvolgeva, in un trionfo sinestetico, l’intero apparato che la circondava: dalla scelta e dalla disposizione degli arredi ai damaschi e ai broccati dei drappeggi. Da Antonine Carême (1784-1833), il pasticciere-architetto di Talleyrand, a Urbain Dubois (1838-1901), che più d’ogni altro contribuì a divulgare nell’Europa continentale il servizio alla russa, in cui il surtout centrale e i pezzi di pasticceria costituiscono la decorazione stanziale del convivio, per un secolo l’imbandigione scelse e perseguì la strada dell’opulenza e della forma architettonica mutuata da modelli classici, divenendo specchio di un’inarrivabile enclave sociale, opposta all’emergente borghesia. Poi fu il tempo di Escoffier e dell’equazione modernità = essenzialità, tenendo ben fermo che “la semplicità non esclude la bellezza”: tutto sommato un tempo che è ancora il nostro.
Quest’arte viene ora raccontata dalla mostra “AD: L’Arte della Tavola e il Teatro del Convivio”. Si tratta di un evento unico nel suo genere perché l’apparecchiatura della tavola non è illustrata in modo museale da singoli pezzi con relativi apparati didascalici, bensì è evocata da vere e proprie tavole apparecchiate – sono 10 – che declinano il tema del convivio e della mensa facendo riferimento a uno “spartito decorativo” a volta a volta diverso, ora contemporaneo, ora country, ora più orientato a ispirazioni classiche esibendo a mo’ di colto commento pezzi di alto antiquariato, ora pronto a “flirtare” con i designer più in voga.
Ma unico anche perché a caratterizzare le varie imbandigioni non sono oggetti d’epoca, ma cristalli, porcellane, calici, coppe, piatti, vassoi, argenti realizzati oggi, spesso guardando ai temi e alle evoluzioni del design di oggi, ma altrettanto spesso traendo spunto o replicando modelli e decori storici, dai più prestigiosi ed esclusivi marchi attivi nel settore, molti dei quali sono peraltro comparsi sul mercato già nel XVIII secolo quando nacque la porcellana europea: accostati con sapienza, questi pezzi danno vita ad allestimenti in cui la ricercatezza estetica è sempre combinata con la funzionalità e la fantasia. Ettore Mocchetti, direttore di AD Architectural Digest, che ha ideato e curato la mostra, spiega così il senso della rassegna: “La mostra vuole tra l’altro esprimere il concetto che ogni soluzione stilistica è valida, dalle riletture barocche al neominimalismo e alla tavola tecnologica: l’importante è creare un insieme armonico che sia traduzione di un ben preciso tema e sia rivelatore dello stile e della personalità di ciascuno”.

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